La nostra
storia

STORIA

La storia dell’Azienda Ciura prende il via dalla costruzione dell’imponente masseria barocca eretta nei primi del ‘600 dalla famiglia dei baroni Ciura. Tale realtà rappresenta da oltre due secoli per Massafra un riferimento significativo per la vita rurale, per le attività produttive e per la manodopera locale.

Fondata in 1600

1650

Morte del barone Ciura

Alla morte del capostipite, nel 1650, eredi universali risultarono i figli Leonardo, Giacinto, Giuseppe e Isabella. In quel momento la masseria di cui ci occupiamo si estende per 12 tomoli di terra con 87 olivi. In quel momento gli edifici della masseria consistevano consistevano in un cortiglio, case per garzoni e per paglia, suppenne per bovi, una grotta sotterra, un giardino parietato di frutti comuni, un pozzo sorgivo e due palmenti coverti con cannizzo; intorno, gran quantità di tomoli coltivati a olivi e vigna.

1655

Giuseppe Ciura diventa sindaco di Massafra

Rimasto erede universale del patrimonio familiare Giuseppe, medico chirurgo, sarà anche sindaco di Massafra nel 1665, si sposo due volte: la prima con Beatrice Notaristefani dalla quale ebbe Francesco Antonio e Angela Antonia e alla morte di
Beatrice, in seconde nozze con Elisabetta lo Iucco.

1680

Entra nell’inventario di famiglia il palazzo di Massafra

Dal matrimonio di Giuseppe Ciura con Elisabetta lo Iucco nacquero Tommaso e Alfonso, ancora minori nel 1680 anno della morte del padre. Come consuetudine e a tutela degli eredi, viene compilato l’inventario dei beni costituenti l’eredità. È puntualmente descritto il palazzo di Massafra, in località Serra, con tutti i mobili e le suppellettili in esso contenuti: quadri di soggetto religioso, numerose argenterie, abiti e gioielli appartenenti alle due mogli, cantine, magazzino e giardino di frutti comuni.

1745

La proprietà diventa di Tommaso Ciura

Le proprietà amministrate da Tommaso sono numerose nell’onciario di Massafra dell’anno 1745-49 appare la masseria Pastia di 22 tomoli di terra con alberi di olivo, iazzi, pozzi e abitazione.

1787

La moglie di Tommaso Ciura eredità la proprietà

In questo momento il patrimonio della famiglia Ciura, in particolare a Pastia, evidenzia un ortale, una casa rustica, un oliveto scelto e uno ordinario, due palmenti e un casino nobile che negli ultimissimi anni del secolo sarà sottoposto a sostanziali lavori di ristrutturazione come recita la lapide commemorativa affissa sul frontespizio della casa padronale.

1791

Giuseppe Ciura eredita la Masseria e ci va a vivere con sua moglie

Giuseppe, suo figlio di Tommaso, nel frattempo diventato cavaliere dell’ordine gerosolimitano, contrae matrimonio Teodora lo Iucco che porta in dote ben 20.000 ducati; i due si sposano il 19 aprile 1790 e a gennaio 1791 vanno a vivere come è consuetudine nella casa paterna.

1831

La proprietà passa ai figli di Giuseppe Ciura

Nel 1831 Giuseppe muore e gli eredi Tommaso primogenito, Troiana, Felicia, Carolina e Francesco Antonio con la loro madre Teodora lo Iucco a tutela della eredità fanno inventariare i beni: il tutto viene periziato minutamente da esperti chiamati per la bisogna.

1881

Raffaele Ciura eredita la proprietà in Pastia (agro di Massafra)

La proprietà che per volere dei vari Ciura testatori era sempre rimasta indivisa è nel frattempo cresciuta tanto che nel 1881 i vari figli dei fratelli defunti Tommaso e Francesco Antonio, nipoti ed eredi anche della defunta zia Carolina, possono dividere un considerevole patrimonio immobiliare, valutato per oltre 150.000 lire: la masseria Pasano a Sava con la vigna e un capitale di 1000 ducati pari a lire 4250 a Teodora, con la metà della proprietà di due peschiere in mar piccolo, una alla dogana e l’altra alla madonna della pace; a Giuseppe l’altra metà delle peschiere, il palazzo tarantino nella strada maggiore aln.23 (partita 310), due case in vico carducci, una bottega e la masseria Ospedaletto con tutte le sue pertinenze; a Raffaele la masseria Pastia descritta di natura olivata, attrezzi e animali, case rurali e casino nobile.

1907

Clementina diventa erede

Erede di Raffaele nel 1907 è sua figlia Clementina

1924

Gli ultimi eredi Ciura

La proprietà passa al figlio di Clementina Raffaele, balsamo per successione del 28 novembre 1924.

1958

La famiglia D’Agostino rileva la proprietà

Rilevata nel 1958 da Francesco D’Agostino, la masseria e la connessa azienda venivano trasformate in avanzatissima attività zootecnica di allevamento di bovini. La pregiata razza bruna alpina qui allevata e riprodotta e la innovativa tecnologia a ciclo integrato applicata hanno meritato all’azienda, a fine anni ’60, il premio “Prima Stalla d’Italia”.

1965

Masseria Ciura diventa una fiorente azienda agricola

Intorno al 1965, la grande svolta. Francesco, dopo un’attenta osservazione delle caratteristiche del territorio e un’accurata indagine sul clima, e a dispetto di chi lo definisce “il pazzo di Massafra”, espianta buona parte degli uliveti per far posto alla coltivazione di agrumi. La scelta si dimostra vincente, tanto che oggi il “Clementino del Golfo di Taranto” è riconosciuto come IGP.

1990

Donato D’Agostino sviluppa l’attività agricola


Negli anni ‘90 la mano passa al figlio di Francesco D’Agostino, Donato che, si scopre innamorato della campagna e degli alberi, considerati quasi come “bambini bisognevoli di cura ed affetto”.

2012

Selezione alla Biennale di Architettura di Venezia


MASSERIA CIURA alla Mostra Made in Italy dell’architettura_Padiglione Italia_Biennale di Venezia: uno stretto rapporto tra impresa, architettura e territorio per il recupero conservativo che lo fa luogo di impresa e di cultura.